Il voto degli urlatori di piazza
Il clima che si è creato attorno a un passaggio istituzionale rilevante come l’elezione del presidente della Repubblica si va facendo sempre più irrespirabile. Parlamentari che debbono passare davanti a un drappello di urlatori che insultano tutti, manifestazioni politiche in corso per il rinnovo dell’Assemblea regionale del Friuli Venezia Giulia che vengono bersagliate da contestazioni volgari, che oltre a Silvio Berlusconi hanno lambito persino il grande mestatore di questo mefitico clima, Beppe Grillo. Gruppi di esagitati ci sono e ci sono sempre stati, ma ora hanno a disposizione la rete e vengono vezzeggiati, con un eccesso di irresponsabilità, dalle emittenti televisive che ne immortalano le gesta. Ferrara Patto flop, con il Cav. non si tratta - Merlo Berlusconi vede Prodi e pensa al voto - Cerasa Bersani, i pugnali, il dramma dell’abbraccio al Caimano - Leggi Quirinale, Bersani propone Prodi. Grillo gli sbarra la strada - Segui - Il voto in diretta - Rizzini Tra Rodotà e Prodi, a Grillo va l’acqua per l’orto (a Rep. un po’ meno)
8 AGO 20

Il clima che si è creato attorno a un passaggio istituzionale rilevante come l’elezione del presidente della Repubblica si va facendo sempre più irrespirabile. Parlamentari che debbono passare davanti a un drappello di urlatori che insultano tutti, manifestazioni politiche in corso per il rinnovo dell’Assemblea regionale del Friuli Venezia Giulia che vengono bersagliate da contestazioni volgari, che oltre a Silvio Berlusconi hanno lambito persino il grande mestatore di questo mefitico clima, Beppe Grillo. Gruppi di esagitati ci sono e ci sono sempre stati, ma ora hanno a disposizione la rete e vengono vezzeggiati, con un eccesso di irresponsabilità, dalle emittenti televisive che ne immortalano le gesta, magari definendoli come “la base del Partito democratico” o addirittura i veri rappresentanti del “popolo italiano”. Alla base di queste sceneggiate sta la recitazione di una presunta indignazione popolare per i cosiddetti “accordi sottobanco”: che a ben riflettere nient’altro sono se non il confronto e la ricerca di soluzioni comuni tra le diverse rappresentanze politiche. Cioè il metodo democratico. Naturalmente sarebbe meglio che l’elezione del presidente della Repubblica fosse demandata all’elettorato, ma a quello vero, non a esigue minoranze o a gruppi selezionati di militanti che poi pretendono di esprimere la volontà generale.
Si può osservare con sconcerto l’improntitudine con cui la direzione del Partito democratico ha affrontato la partita presidenziale, l’incapacità del segretario di comprendere quanto fossero forti i venti di ribellione all’interno del partito e dei gruppi parlamentari, ma questo dovrebbe produrre una critica politica e la ricerca di soluzioni alternative, e potrebbe persino sfociare in rotture irreparabili. Invece la tendenza generale è quella di alimentare tensioni e provocazioni, che non solo stanno travolgendo il Pd, ma espongono a una berlina surreale l’intero sistema della politica. Anche chi sarà eletto al Quirinale, alla fine di una fase così convulsa e segnata dalla violenza verbale e dall’evocazione dello scontro, sarà segnato e umiliato da un percorso così pesantemente inquinato. E’ difficile che dopo uno sbandamento così pauroso si recuperi la prevalenza della ragione e della politica, che la ricreazione finisca e si torni a un minimo di serietà. E’ più probabile che si continui a fare altri passi verso l’imbarbarimento della vita politica, scambiando beceri urlatori per “cittadini della società civile” e l’incapacità di assicurare un governo a un paese che non può accontentarsi di sceneggiate.
Ferrara Patto flop, con il Cav. non si tratta - Merlo Berlusconi vede Prodi e pensa al voto - Cerasa Bersani, i pugnali, il dramma dell’abbraccio al Caimano - Leggi Quirinale, Bersani propone Prodi. Grillo gli sbarra la strada - Segui - Il voto in diretta - Rizzini Tra Rodotà e Prodi, a Grillo va l’acqua per l’orto (a Rep. un po’ meno)